Il colore nascosto delle cose

Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Davide Lantieri, Silvio Soldini
Fotografia: Matteo Cocco
Musica: Gian Luigi Carlone
Montaggio: Giorgio Garini, Carlotta Cristiani
Prodotto da: Lionello Cerri per Lumière & Co.
( ITA/SUI
, 2017 )
Durata: 115
Distribuzione cinematografica: Videa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Emma : Valeria Golino
Teo : Adriano Giannini
Patti : Arianna Scommegna
Nadia : Laura Adriani
Stefania : Valentina Carnelutti

Un pubblicitario in carriera si innamora di una donna non vedente molto combattiva. Tra i due scoppia una passione inaspettata.

La sfida che ha cercato Silvio Soldini — maturata dopo aver realizzato il documentario Per altri occhi — era quella di raccontare un personaggio non vedente, la sua relazione con se stesso e con il mondo, senza cadere negli stereotipi. Soprattutto quello della compassione. Voleva fare un film che raccontasse in modo vero una donna la cui vita è condizionata dall'aver perso la vista, ma la cui vita non si esaurisce nell'essere cieca. Che ha certamente sofferto molto ma ha reagito con fierezza pazientemente e faticosamente costruita passo dopo passo, con l'aiuto dell'ironia e dell'interesse per gli altri.

Le ha affiancato un personaggio maschile che al contrario di lei è superficiale, insicuro, svagato, adagiato nella convinzione di essere inadatto a prendersi cura, a rendersi responsabile nei confronti di altri. Non senza una storia personale di dolore e di reazione al dolore attraverso la chiusura con il passato e un bel tuffo nella leggerezza a oltranza. È bello il modo in cui, simmetricamente, il film inizia e finisce.

Emma fa di professione l'osteopata ma una sera alla settimana la dedica a fare da guida a gruppi di persone invitate a immergersi per un certo tempo nel buio totale e ad "ascoltare" la propria reazione. Teo è un creativo pubblicitario di talento, è sempre in corsa, è simpatico a tutti, la sua vita privata è disordinata e preferisce tenere il piede almeno in due staffe riguardo al mondo femminile. Per strane casualità, la promessa di una stranezza, partecipa a una di quelle visite guidate al buio. E, attratto dalla voce di lei (la voce un po' roca e notoriamente sensuale di Valeria Golino), comincia a ronzare intorno a questa donna che gli appare così diversa.

Ci prova, insomma, cominciando dal farsi dare un appuntamento professionale con la scusa della schiena dolente. Ma ci prova a metà strada tra spavalderia e timidezza, avverte confusamente che questo incontro mette il dito nella piaga della sua fragilità emotiva. Lei è gentile, incuriosita a sua volta, ma anche titubante. È stata sposata, è divorziata. E ha un'amica, ipovedente, che è un'esplosione di vitalità e la incoraggia alla relazione. Come è naturale per due esseri umani che le circostanze, sia pur molto diverse fra loro, hanno indotto a tenere alta la guardia dell'autodifesa, le cose procedono per alti e bassi. Perché, soprattutto, Teo ha capito che nella sua vita si è aperto un capitolo nuovo, la promessa di un sentimento intero e appagante, ma una parte di lui fa di tutto per non farlo cedere a quest'ammissione. È paura. Che lo porta a ferire.

Difficile stabilire quanto Soldini abbia vinta la sfida. Nessuno che non conosca la menomazione di cui si parla può dirlo. Ma il racconto, sensibile e autentico, scorre fluido. I personaggi sono tratteggiati con tutte le sfumature al posto giusto (esemplare il rapporto tra Emma e la ragazzina anche lei non vedente, ma rabbiosa, cui dà lezioni di francese e di vita). Golino fornisce un'ulteriore prova di versatilità e aggiunge un personaggio di qualità alla sua ricca galleria. Teo è Adriano Giannini che si fa prendere per mano e si dimostra assolutamente all'altezza della prova.
Paolo D'Agostini - La Repubblica (14/09/17)

IL REGISTA
Silvio Soldini, 59 anni, a 21 anni va alla New York University. L'esordio nel 1983 con Passaggio con figure. Tra i suoi film Pani e tulipani, Brucio nel vento, Le acrobate. L'ultimo film nel 2016, Il fiume ha sempre ragione, presentato al Cineforum.